I LUOGHI DI PIANO CITY LECCE

Credit: Ph. Ginevra Anna Venanzi

MURA URBICHE

Imponenti, maestose, un tempo guardinghe, difensive, belliche. Belle ancor di più, oggi, che abbracciano e accolgono i viandanti in ingresso. Arginare le scorribande turche che mettevano a ferro e fuoco le terre meridionali. Con questo obiettivo l’imperatore Carlo V incaricò il vicerè di Napoli di ispezionare le fortificazioni presenti a Lecce. Fu il celebre architetto Gian Giacomo dell’Acaya ad occuparsene. Al posto della cinta muraria prese posto una fortificazione dotata di baluardi, lunga circa 60 metri e disposta su due piani. Oggi le Mura Urbiche abbracciano con la loro bellezza turisti e stranieri. Il 24 settembre sarà una dei luoghi urbani di Piano City Lecce.

Credit: Ph. Ginevra Anna Venanzi

PIAZZETTA FALCONIERI

La piazza, sosta doverosa di chi vuol scoprire ogni angolo nascosto di una città che si rivela come un autentico scrigno, è dedicata a Ignazio Falconieri, figlio celebre del Salento. Sacerdote, professore di eloquenza, seguace dell’illuminismo napoletano, fu giustiziato nella repressione borbonica della Repubblica Napoletana.

Credit: Ph. Ginevra Anna Venanzi

EX CONVITTO PALMIERI

Nel 1852 venne elevato a Real Liceo. Dopo l’espulsione dei Gesuiti divenne Regio Liceo Ginnasiale e Convitto Nazionale, dedicato nel 1865 all’economista leccese Giuseppe Palmieri. Sarà poi sede della R. Scuola Tecnica e della Biblioteca Provinciale “Nicola Bernardini”. Alla fine dell’Ottocento l’immagine esterna del fabbricato fu radicalmente trasformata. Il convitto venne definitivamente chiuso nel 2000. Oggi è luogo della condivisione della cultura: ospita nuovamente la Biblioteca provinciale Bernardini, quale step di un progetto di recupero che immagina l’intera struttura quale grande centro culturale.

Credit: Courtesy ph. Palazzo BN

PALAZZO BN

Un edificio degli anni ’30 che non nasconde la memoria della destinazione d’uso originaria. Un bene di assoluto valore storico-monumentale, di fronte ad un luogo di cultura e a due passi da una piazza simbolo della città. Un lungo e attento lavoro di recupero dell’esistente ha permesso alla città barocca di avere un nuovo esclusivo luogo dell’ospitalità e della ristorazione d’eccellenza, accolto con gioia dai turisti e dai leccesi. Al piano terra, dove prima c’era la monumentale hall con le vecchie casse ora si estende l’elegante area food con diverse proposte, ognuna con la propria identità: lounge, fish bar, gourmet, pizzeria e salsamenteria. All’ultimo piano, la piccola e curatissima terrazza: uno sguardo emozionante sul centro storico di Lecce.

CIMITERO MONUMENTALE

Una città nella città. Silenziosa, seppur vicina al trambusto del traffico cittadino. Elegante, specchio della bellezza dell’ “altra” città. Risale alla metà dell’Ottocento ed è, al pari del centro storico, uno scrigno d’arte. Bassorilievi e statue in pietra leccese, mausolei, un obelisco, colonne tortili, archi acuti, pinnacoli, guglie, rosoni traforati e sculture, vetrate policromate e figurative: un paradiso d’arte e architettura, che si può visitare con appositi percorsi guidati per scoprine la bellezza. Dal “Viale dei cipressi” principale parte dall’ingresso monumentale si dirama una strada che porta al “Giardino funebre” , che nel 1897 contava 600 tombe. L’edificio più antico custodito al suo interno è la chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo, edificata nel XII secolo per volere di Tancredi d’Altavilla e successivamente rimaneggiata in chiave barocca.
È il Cimitero Monumentale di Lecce che custodisce le spoglie del tenore Tito Schipa e del poeta Vittorio Bodini.
La Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo ricade nel programma dei 7 beni italiani gestiti interamente dai volontari del FAI – Delegazione di Lecce

Credit: Ph. Bruno Barillari

PIAZZA DUOMO

La bellezza che toglie il respiro. Soprattutto all’ora del tramonto, quando i raggi del sole sembrano colorare di calde sfumature rosa la bianca pietra leccese. Piazza Duomo sembra aprire simbolicamente le braccia ai passanti che attraversano il centro storico: la Cattedrale, il Campanile, l’Episcopio, il Seminario sono maestosi nel loro magnifico splendore.
Un’esplosione di barocco leccese, di armonia architettonica, di intensità spirituale che invita alla meditazione. Risale al tempo del vescovo Gerolamo Guidano e vi si accede attraverso i propilei, realizzati verso la fine del XVIII secolo da Emanuele Manieri, sotto lo sguardo attento del patrono Sant’Oronzo, di Sant’Irene -l’antica patrona della città- di Santa Venera e dei Padri della Chiesa. Un luogo dal fascino incomparabile.